Liber Cordis Cincti Serpente sub figurâ LXV

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Liber Cordis Cincti Serpente

sub figurâ  LXV

 


Nota Introduttiva

Spiega le relazioni dell'Aspirante con il suo Santo Angelo Custode. Questo libro viene dato ai Probationer, giacchè il conseguimento della Conoscenza e Conversazione con il Santo Angelo Custode è la Corona del Collegio Esterno. Similmente il Liber VII viene dato ai Neofiti, poiché il grado di Maestro del Tempio è il successivo luogo di riposo, e il Liber CCXX allo Zelator, affinché lo porti al più alto di tutti i gradi possibili. Il Liber XXVII viene dato al Practicus, poinche in questo Libro c'è il basilare fondamento della più elevata Qabalah teorica, e il Liber  DCCCXIII al Philosophus, giacché è il fondamento della più elebata Qabalah pratica. 

Il Libro del Cuore Cinto dal Serpente

Questo trattato magico descrive in particolare la relazione dell'Aspirante con il suo più Alto sé. Esso è, sia in concezione che in esecuzione, un capolavoro d'esaltazione del pensiero, inciso in Pura Bellezza.

I cinque capitoli si riferiscono ai cinque Elementi. 1-Terra, 2-Aria, 3-Acqua, 4-Fuoco e 5-Spirito. Ognuno mostra il suo Elemento alla luce della relazione tra l'Adeptus Minor e il Santo Angelo Custode.

La piena conoscenza dell'interpretazione di questo libro è celata a tutti, accetto che al Triangolo Splendente.

Ciononostante il Probationer deve procurarsene una copia e rendersi completamente edotto dei contenuti. Egli deve impararne a memoria un capitolo.

LXV: il numero di Adonai.


I

 

1. Io sono il Cuore; e il Serpente è avvolto
Intorno all'invisibile centro della mente.
Rizzati, o mio serpente! Adesso è l'ora
Dell'incappucciato e ineffabile santo fiore.
Rizzati, o mio serpente, nello splendore della fioritura
Sul cadavere di Osiride fluttuante nella tomba!
O cuore di mia madre, di mia sorella, mio proprio,
Tu sei consegnato al Nilo, al terrore Tifone!
Ahimé! ma la gloria della feroce tempesta
Ti avvolge e ti nasconde nella frenesia della forma.
Sii calma, o mia anima! che la formula magica possa dissolversi
Quando le bacchette sono alzate, e gli eoni si succedono.
Osserva! quanto Tu sei gioioso nella mia bellezza,
O Serpente che accarezzi la corona del mio cuore!
Osserva! noi siamo uno, e la tempesta degli anni
Si placa nell'oscurità, e lo Scarabeo appare.
O Scarabeo! il ronzio della Tua dolorosa nota
Sia sempre la trance di questa tremula gola!
Io attendo il risveglio! La chiamata in alto
Dal Signore Adonai, dal Signore Adonai!

2. Adonai parlò a V.V.V.V.V., dicendo: Deve sempre esserci divisione nella parola.

3. Poiché i colori sono molti, ma la luce è una.

4. Perciò tu scrivi ciò che è di madre di smeraldo, e di lapislazuli, e di turchese e di alessandrite.

5. Un altro scrive le parole di topazio, e di cupa ametista, e di grigio zaffiro, e di cupo zaffiro con una lieve tinta simile a sangue.

6. Perciò voi, a causa di questo, logorate voi stessi.

7. Non accontentatevi delle immagini.

8. Io, che sono l'Immagine di un'Immagine, dico questo.

9. Non discutete dell'immagine, dicendo Oltre! Oltre!
Si ascende alla Corona dalla luna e dal Sole, e dalla freccia, e dal Fondamento, e attraverso l'oscura dimora delle stelle dalla nera terra.

10. In nessun altro modo potete voi stendervi verso il Dolce Punto.

11. Né è conveniente al calzolaio cianciare della Regale materia. O calzolaio! riparami queste scarpe, affinché io possa camminare! O re! se sono tuo figlio, parliamo dell'Ambasciata al Re tuo Fratello.

12. Allora ci fu silenzio. La parola cessò tra noi per un po'.
C'è una luce talmente intensa da non essere percepita come luce.

13. L'elleborina non è tagliente quanto l'acciaio; tuttavia essa penetra il corpo più sottilmente.

14. Proprio come i baci maligni contaminano il sangue, così le mie parole divorano lo spirito dell'uomo.

15. Io respiro, e c'è un infinito malanno nello spirito.

16. Come un acido divora l'acciaio, come un cancro che corrompe completamente il corpo; così io sono per lo spirito dell'uomo.

17. Io non riposerò finché non lo avrò dissolto tutto.

18. Così anche la luce che viene assorbita. Uno assorbe poco, ed è chiamato bianco e brillante; uno assorbe tutto ed è chiamato nero.

19. Perciò, o mio caro, tu sei nero.

20. O mio bello, io ti ho reso simile ad uno schiavo Nubiano nero lucente, un ragazzo dai melanconici occhi.

21. O, il sudicio! il cane! essi gridano contro di te.
Poichè tu sei il mio amato.

22. Felici sono coloro che ti lodano; poiché essi ti vedono con i Miei occhi.

23. Non ad alta voce essi ti loderanno; ma nella veglia della notte uno verrà vicino furtivamente e ti afferrerà con una segreta presa; un altro celatamente getterà una corona di viole su di te; un terzo oserà moltissimo, e premerà forsennate labbra sulle tue.

24. Sì! la notte coprirà tutto, la notte coprirà tutto.

25. Tu Mi cercasti a lungo; tu corresti avanti così veloce che io non fui in grado di ascendere con te.
O tu caro sciocco! con quale amarezza hai completato i tuoi giorni.

26. Ora sono con te; non lascerò mai il tuo essere.

27. Poiché sono colui che sinuoso e delicato è avvinto a te, cuore d'oro!

28. La Mia testa è ingemmata con dodici stelle; il Mio corpo è bianco come il latte delle stelle; è brillante nel blu dell'abisso di stelle invisibili.

29. Io ho trovato quello che non potrebbe essere trovato; io ho trovato un vaso di mercurio.

30. Tu istruirai il tuo servo nelle sue vie, tu parlerai spesso con lui.

31. (Lo scriba guarda in alto e grida) Amen! Tu lo hai detto, Signore Iddio!

32. Di nuovo Adonai parlò a V.V.V.V.V. e disse:

33. Cogliamo il nostro piacere nella moltitudine degli uomini!
Modelliamo per noi stessi un battello di madreperla da loro, affinché possiamo viaggiare sul fiume d'Amrita!

34. Vedi quel petalo d'amaranto, spinto dal vento delle lievi dolci ciglia
di Hathor?

35. (Il Maestro lo vide e gioì nella sua bellezza.) Ascolta!

36. (Da un certo mondo venne un lamento infinito.)
Quel petalo cadente sembrò a quei piccoli un'onda che stava per inghiottire il loro continente.

37. Così essi rimprovereranno il tuo servo, dicendo: Chi ti ha scelto per salvarci?
38. Egli sarà assai angosciato.

39. Tutti loro non comprendono che tu e io stiamo modellando un battello di madreperla. Noi navigheremo lungo il fiume d'Amrita proprio verso il boschetto di alberi di tasso di Yama, dove noi potremo allietarci in eccesso.

40. La gioia degli uomini sarà il nostro bagliore d'argento, la loro pena il nostro bagliore blu - tutto nella madreperla.

41. (Lo scriba di conseguenza si irritò. Egli disse:
O Adonai e mio maestro, ho portato il calamaio di corno e la penna senza salario, affinché io potessi cercare questo fiume d'Amrita e navigare su esso come uno di voi. Questo io domando come mio compenso, che io condivida l'eco dei vostri baci.)

42. (E immediatamente ciò gli fu concesso.)

43. (No; ma non per questo egli fu contento. Con un'infinita umiliazione nella vergogna egli lottò. Quindi una voce:)

44. Tu lotti sempre; persino nel tuo arrenderti tu lotti per la resa - ed ecco! tu non ti arrendi.

45. Vai nei più remoti luoghi e sottometti tutte le cose.

46. Sottometti la tua paura e il tuo disgusto. Quindi - arrenditi!

47. Vi fu una fanciulla che si smarrì tra il grano, e sospirò; allora spuntò una nuova nascita, un narciso, e con ciò ella dimenticò il suo sospirare e la sua solitudine.

48. Proprio nello stesso istante giunse innanzi a lei Ade, cavalcando pesantemente, e la rapì.

49. (Allora lo scriba riconobbe il narciso nel suo cuore; ma poiché esso non venne alle sue labbra, egli perciò si vergognò e non parlò più.)

50. Adonai parlò nuovamente con V.V.V.V.V. e disse:
La terra è matura per la vendemmia; mangiamo i suoi grappoli, e siamone ubriachi di conseguenza.
51. E V.V.V.V.V. rispose e disse: O mio signore, mia colomba, mio eccellente, come sembrerà questa parola ai figli degli uomini?

52. Ed Egli gli rispose: Non quello che tu puoi vedere.
E' certo che ogni lettera di questa scrittura cifrata ha un qualche valore; ma chi determinerà il valore? Poiché esso varia sempre, secondo la sottigliezza di Colui che lo ha prodotto.

53. Ed Egli rispose a Lui: Non ho io la chiave di ciò?
Io sono vestito con il corpo di carne; io sono uno con l'Eterno e Onnipotente Dio.

54. Allora Adonai disse: Tu hai la Testa del Falco, e il tuo Fallo è il Fallo di Asar. Tu conosci il bianco e conosci il nero, e tu sai che questi sono uno. Ma perché cerchi la conoscenza della loro equivalenza?

55. Ed egli disse: Affinché la mia Opera possa essere giusta.

56. E Adonai disse: Il forte bruno mietitore spazzò con la sua falciata e gioì. L'uomo saggio considerò i suoi muscoli, ponderò, e non capì, e fu triste.
Mieti tu, e gioisci!

57. Allora l'Adepto fu felice, e alzò il suo braccio.
Ecco! un terremoto, e piaga, e terrore sulla terra!
L'abbattimento di coloro che sedevano nei luoghi elevati; una carestia sulla moltitudine!

58. E l'acino cadde maturo e succolento nella sua bocca.

59. Macchiata è la porpora della tua bocca, o tu splendente, della bianca gloria delle labbra di Adonai.

60. La schiuma dell'uva è simile alla tempesta sul mare; la nave trema e rabbrividisce; il capitano è spaventato.

61. Quella è la tua ebbrezza, o tu santo, e i venti trascinano rapidamente l'anima dello scriba nel felice cielo.

62. O Signore Iddio! che il cielo sia abbattuto dalla furia della tempesta! che la schiuma dell'uva tinga la mia anima con la Tua luce!
63. Bacco invecchiò, e fu Sileno; Pan fu sempre Pan per sempre e sempre più attraverso gli eoni.

64. Inebria l'interno, o mio innamorato, non l'esterno!

65. Così fu - sempre lo stesso! Io ho mirato alla sbucciata bacchetta del mio Dio, e ho colpito; sì, ho colpito.

 


 

 

II

 

1. Passai dentro la montagna di lapislazuli, proprio come un verde falco, che è seduto sul trono dell'Est, tra i pilastri di turchese.

2. Così giunsi al Duant, la dimora stellata, e udii voci che gridavano forte.

3. O Tu che siedi sulla Terra! (così mi parlò un certo Qualcuno Velato) tu non sei più grande di tua madre! Tu particella di polvere infinitesimale!
Tu sei il Signore di Gloria, e il sudicio cane.

4. Mi fermai, piegando le mie ali, raggiunsi le oscuramente-splendide dimore. Là, in quell'informe abisso, fui reso partecipe dei Misteri Avversi.

5. Soffrii il mortale abbraccio del Serpente e del Capro; resi l'infernale omaggio alla vergogna di Khem.

6. Là vi era questa virtù, che l'Uno diviene il tutto.

7. Inoltre io scorsi la visione di un fiume. Là c'era un piccolo battello; e in esso, sotto vele di porpora, c'era una donna dorata, un'immagine di Asi lavorata in oro del più raffinato. Anche il fiume era di sangue, e il battello di lucente acciaio. Allora io l'amai; e, allentando la mia cintura, mi gettai nella corrente.

8. Raccolsi me stesso nel piccolo battello, e per molti giorni e notti l'amai, bruciando dell'eccellente incenso davanti a lei.

9. Sì! Le diedi del fiore della mia gioventù.

10. Ma ella non si scosse; solo con i miei baci la contaminai, così che ella divenne nera davanti a me.

11. Tuttavia io l'adorai, e le diedi il fiore della mia gioventù.

12. Accadde anche questo, che con ciò ella si ammalò e si corruppe davanti a me. Volevo quasi gettarmi nella corrente.

13. Allora, alla fine stabilita, il suo corpo divenne più bianco del latte delle stelle e le sue labbra rosse e calde come il tramonto, e la sua vita di un bianco calore, simile al calore del centro del sole.

14. Quindi ella si alzò dall'abisso delle Età del Sonno, e il suo corpo mi abbracciò. Io mi fusi completamente nella sua bellezza e fui lieto.

15. Anche il fiume divenne il fiume d'Amrita, e il piccolo battello fu il carro della carne, e le sue vele il sangue della terra che mi regge, che mi regge.

16. O serpente donna delle stelle! Io, proprio io, Ti ho modellato da una pallida immagine di fine oro.

17. Inoltre il Santo venne sopra di me, e io vidi un bianco cigno fluttuante nel blu.

18. Io sedetti fra le sue ali, e gli eoni fuggirono via.

19. Allora il cigno volò, si gettò in picchiata e salì in alto, tuttavia non andammo in nessun luogo.

20. Un bambino pazzo che cavalcava con me parlò al cigno, e disse:

21. Chi sei tu, che fluttui e voli e ti getti in picchiata e sali in alto nel vuoto? Guarda, questi numerosi eoni sono passati; Da dove vieni? Dove andrai?

22. E ridendo lo rimproverai dicendo: Non da dove! Non dove!

23. Essendo il cigno silenzioso, egli rispose: Allora, se non c'è meta, perché questo eterno viaggio?

24. E io misi il mio capo contro la Testa del Cigno, e risi, dicendo: Non c'è gioia ineffabile in questo volare senza scopo? Non c'è stanchezza e impazienza in chi vorrebbe raggiungere una qualche meta?

25. E il cigno rimase sempre silenzioso. Ah! ma noi ci librammo in aria nell'infinito Abisso. Gioia! Gioia!
Bianco cigno, portami sempre su tra le tue ali!

26. O silenzio! O rapimento! O fine delle cose visibili e invisibili! Questo è tutto mio, io che Non sono.

27. Dio raggiante! Lascia che io formi un'immagine di gemme e oro per Te! che il popolo possa abbatterla e calpestarla nella polvere! Che la Tua gloria possa essere vista da loro.

28. Né sarà detto nelle piazze che io, colui che avrebbe dovuto giungere, sono venuto; ma il Tuo arrivo sarà l'unica parola.

29. Tu manifesterai Te stesso nel non manifesto; nei luoghi segreti gli uomini ti incontreranno, e Tu li conquisterai.

30. Io vidi un pallido e triste ragazzo, che giaceva sul marmo alla luce del sole e piangeva. Al suo fianco stava dimenticato il liuto. Ah! ma egli piangeva.

31. Allora venne un'aquila dall'abisso di gloria e l'oscurò. L'ombra era così nera che egli non fu più visibile.

32. Ma io udii il liuto che vivacemente suonava attraverso la quieta aria azzurra.

33. Ah! messaggera dell'Amato, che la Tua ombra sia sopra di me!

34. Il tuo nome è Morte, forse, oppure Vergogna, o Amore.
Così tu mi porti notizie dell'Amato, io non ti chiederò il tuo nome.

35. Dov'è ora il Maestro? gridano i pazzi bambini.
Egli è morto! Egli è svergognato! Egli si è sposato! e la loro derisione echeggerà intorno al mondo.

36. Ma il Maestro avrà avuto la sua ricompensa.
Le risa dei beffeggiatori saranno un'increspatura nei capelli dell'Amato.
37. Guarda! l'Abisso del Grande Profondo. In esso c'è un potente delfino, che sferza i suoi fianchi con la forza delle onde.

38. C'è anche un aureo suonatore d'arpa, che suona infinite melodie.

39. Allora il delfino là fu assai contento, e si liberò del suo corpo, e divenne un uccello.
40. Anche il suonatore d'arpa mise da parte la sua arpa e suonò infinite melodie con la Siringa.

41. Allora l'uccello desiderò estremamente questa grande gioia, e deponendo le sue ali divenne un fauno della foresta.

42. Anche il suonatore d'arpa depose la sua Siringa e con voce umana cantò le sue infinite melodie.

43. Quindi il fauno andò in estasi, e proseguì lontano; alla fine il suonatore d'arpa rimase in silenzio, e il fauno divenne Pan nel mezzo della primitiva foresta dell'Eternità.

44. Tu non puoi incantare il delfino col silenzio, o mio profeta!

45. Allora l'adepto fu rapito lontano in perfetta gioia, e oltre la perfetta gioia, ed eccedette l'eccesso dell'eccesso.

46. Anche il suo corpo si scosse e traballò con il fardello di quella perfetta gioia, di quell'eccesso e di quel finale indicibile.

47. Essi gridarono che Egli era ubriaco, o che Egli era pazzo, o che Egli era in pena, o che Egli era prossimo a morire; ed egli non li udì.

48. O mio Signore, mio amato! In che modo comporrò i canti, quando persino la memoria dell'ombra della tua gloria è una cosa oltre ogni musica della parola o del silenzio?

49. Guarda! Io sono un uomo. Persino un bambino non potrebbe resisterTi. Ed ecco!

50. Io ero solo in un grande parco, e presso una certa collinetta c'era un anello intensamente smaltato d'erba, in cui certuni vestiti di verde, del più bello, giocavano.

51. Nel loro gioco giunsi proprio nella terra del Sonno Fatato.
Tutti i miei pensieri furono rivestiti di verde; essi furono bellissimi.

52. Essi danzarono e cantarono per tutta la notte; ma Tu sei il mattino, o mio caro, mio serpente che Ti avvolgi intorno a questo cuore.

53. Io sono il cuore, e Tu il serpente. Avvolgi le tue spire molto strettamente intorno a me, così che nessuna luce né beatitudine possano penetrare.
54. Spremi il mio sangue, come un chicco d'uva sulla lingua di una bianca ragazza Dorica che languisce con il suo innamorato alla luce della luna.

55. Allora che la Fine si desti. A lungo tu hai dormito, o grande Dio Termine! Molti anni tu hai atteso al confine della città e delle sue strade.
Risvegliati! non attendere più!

56. No, Signore! ma io sono venuto a Te. Sono io che alla fine attendo.

57. Il profeta gridò contro la montagna; vieni qui, affinché io possa parlare con te!

58. La montagna non si agitò. Perciò il profeta andò alla montagna, e parlò ad essa. Ma i piedi del profeta erano stanchi, e la montagna non udì la sua voce.

59. Ma io Ti ho chiamato, e ho viaggiato verso di Te, e non mi è servito a niente.

60. Attesi pazientemente, e Tu eri con me dal principio.

61. Ora questo io so, o mio amato, e noi siamo distesi a nostro agio tra le viti.

62. Ma questi tuoi profeti; essi devono gridare forte e flagellarsi; essi devono attraversare deserti senza sentieri e oceani non scandagliati; attendere Te è la fine, non il principio.

63. Che l'oscurità ricopra lo scritto! Che lo scriba se ne vada tra le sue vie.

64. Ma tu e io siamo distesi a nostro agio tra le viti; cos'è egli?

65. O Tu amato! non c'è una fine? No, ma c'è un fine. Destati! Levati! cingi le tue membra, o messaggero; porta la Parola nelle potenti città, sì, nelle potenti città.

 



III

 

1. In verità e Amen! Io passai attraverso il mare profondo, e oltre i fiumi di acqua corrente che là abbondano, e giunsi nella Terra del Nessun Desiderio.

2. Là c'era un bianco unicorno con un collare d'argento, sul quale era inciso l'aforisma Linea viridis girat universa.

3. Allora la parola di Adonai giunse a me dalla bocca del mio Maestro, dicendo: O cuore che sei cinto dalle spire dell'antico serpente, solleva te stesso verso la montagna dell'iniziazione!

4. Ma io ricordai. Sì, Than, sì, Theli, sì, Lilith! Questi tre erano vicini a me da tempo. Poiché essi sono uno.

5. Meravigliosa tu eri, o Lilith, tu donna-serpente!

6. Tu eri flessuosa e deliziosa al gusto, e il tuo profumo era di muschio mescolato ad ambra grigia.

7. Strettamente tu aderivi con le tue spire al cuore, ed era come la gioia di tutta la primavera.

8. Ma osservai in te una certa macchia, proprio in ciò dove mi deliziai.

9. Osservai in te la macchia di tuo padre la scimmia, del tuo grande antenato il Verme Cieco del Limo.

10. Io fissai il Cristallo del Futuro, e vidi l'orrore della tua Fine.

11. Inoltre io distrussi il tempo Passato e il tempo a Venire - non ebbi io il Potere della Clessidra?

12. Ma nell'ora assoluta io vidi la corruzione.

13. Allora dissi: o mio amato, o Signore Adonai, ti prego di allentare le spire del serpente!

14. Ma ella si chiuse velocemente su di me, così che la mia Forza fu arrestata al suo principio.

15. Pregai anche il Dio Elefante, il Signore dei Princìpi, il quale abbatte gli ostacoli.

16. Questi dei vennero immediatamente e velocemente in mio aiuto. Io li contemplai; unii me stesso a loro; fui perso nella loro vastità.

17. Allora vidi me stesso racchiuso entro l'Infinito Circolo di Smeraldo che circonda l'Universo.

18. O Serpente di Smeraldo, Tu non hai nessun tempo Passato, nessun tempo a Venire. In verità Tu non sei.

19. Tu sei delizioso oltre ogni gusto e tocco, Tu non-devi-essere-guardato per gloria, la Tua voce è oltre la Parola e il Silenzio e la Parola che è in esso, e il Tuo profumo è di pura ambra grigia, che non è soppesabile con il migliore oro tra l'oro puro.

20. Anche le Tue spire sono di un'infinita estensione; il Cuore che Tu circondi è un Cuore Universale.

21. Io, e Me, e il Mio eravamo seduti con dei liuti nella piazza del mercato della grande città, la città delle viole e delle rose.

22. Calò la notte, e la musica dei liuti fu fatta tacere.

23. Si levò la tempesta, e la musica dei liuti fu fatta tacere.

24. L'ora passò, e la musica dei liuti fu fatta tacere.

25. Ma Tu sei Eternità e Spazio; tu sei Materia e Movimento; e Tu sei la negazione di tutte queste cose.

26. Poiché non esiste Simbolo di Te.

27. Se io dico Salite sulle montagne! le acque celestiali fluiscono alla mia parola. Ma Tu sei l'Acqua oltre le acque.

28. Il rosso cuore a tre-angoli è stato posto nel Tuo santuario; poiché i sacerdoti disprezzarono egualmente il santuario e il dio.

29. Tuttavia nel frattempo Tu là fosti nascosto, come il Signore del Silenzio è nascosto nei germogli del loto.

30. Tu sei Sebek, il coccodrillo contro Asar; tu sei Mati, l'Uccisore nel Profondo. Tu sei Tifone, il Furore degli Elementi, o Tu che trascendi le Forze nel loro Concorso e Coesione, nella loro Morte e nella loro Disgregazione. Tu sei Pitone, il terribile serpente intorno alla fine di tutte le cose!

31. Mi sono rivolto per tre volte su ciascuna via; e sempre alla fine sono venuto a Te.

32. Ho guardato molte cose direttamente o indirettamente; ma, non guardandole più, ho visto Te.

33. Vieni Tu, o Amato, o Signore Dio dell'Universo, o Immenso, o Minuscolo! Io sono il Tuo amato.

34. Ogni giorno io canto le Tue delizie; ogni notte mi delizio nel Tuo canto.

35. Non c'è altro giorno o notte che questo.

36. Tu sei oltre il giorno e la notte; io sono Te stesso, o mio Creatore, mio Maestro, mio Compagno!

37. Io sono come il piccolo cane rosso che siede sulle ginocchia dello Sconosciuto.

38. Tu mi hai portato nella grande delizia. Tu mi hai dato della Tua carne da mangiare e del Tuo sangue come offerta d'ebbrezza.

39. Tu hai serrato le zanne dell'Eternità nella mia anima, e il Veleno dell'Infinito mi ha completamente consumato.

40. Sono diventato come un delizioso diavolo d'Italia; una donna bella e forte con guance sciupate, divorate dalla fame di baci. Ella ha fatto la parte della prostituta in diversi palazzi; ella ha dato il suo corpo alle bestie.

41. Ella ha ucciso i suoi parenti col forte veleno dei rospi; ella è stata flagellata con molte verghe.

42. Ella è stata fatta a pezzi sulla Ruota; le mani del boia l'hanno legata ad essa.

43. Getti d'acqua sono stati scagliati su di lei; ella ha lottato con estremo tormento.

44. Ella è spaccata in pezzi dal peso delle acque; ella è affondata nel terribile Mare.

45. Così io sono, o Adonai, mio signore, e tali sono le acque della Tua intollerabile Essenza.

46. Così io sono, o Adonai, mio amato, e tu mi hai spaccato completamente in pezzi.

47. Io sono sparso fuori come sangue versato sulle montagne; i Corvi della Dispersione mi hanno portato via completamente.

48. Perciò il sigillo che custodiva l'Ottavo abisso è sciolto; perciò il vasto mare è come un velo; perciò là tutte le cose sono divise in due.

49. Sì, in verità Tu sei anche la fresca calma acqua della magica fonte. Mi sono bagnato in Te, e mi sono smarrito nella Tua quiete.

50. Quello che entrò come un valoroso ragazzo dalle membra meravigliose viene avanti come una fanciulla, come una piccola bambina di perfezione.

51. O Tu luce e delizia, rapiscimi lontano nel latteo oceano delle stelle!

52. O Tu Figlio di una madre di luce trascendente, benedetto sia il Tuo nome, e il Nome del Tuo Nome, per tutti i secoli!

53. Guarda! Io sono una farfalla alla Sorgente della Creazione; lasciami morire prima dell'ora, cadendo morto nel Tuo infinito fiume!

54. Anche il fiume delle stelle scorre sempre maestoso verso la Dimora; portami via sul Seno di Nuit!

55. Questa è la parola delle acque di Maim; questa è l'amara acqua che diviene dolce. Tu sei bello e amaro, o aureo, o mio Signore Adonai, o tu Abisso di Zaffiro!
56. Io Ti seguo, e le acque della Morte combattono strenuamente contro di me. Io procedo verso le Acque oltre la Morte e oltre la Vita.

57. Come risponderò all'uomo sciocco? In nessun modo egli giungerà all'Identità di Te!

58. Ma io sono lo sciocco che non bada al Gioco del Mago. La Donna dei Misteri mi istruisce invano; io ho rotto i vincoli dell'Amore e del Potere e dell'Adorazione.

59. Perciò l'Aquila è resa uno con l'Uomo, e il patibolo dell'infamia danza con il frutto del giusto.

60. Io sono disceso, o mio caro, nelle nere e lucenti acque, e Ti ho strappato via come una perla nera di infinito pregio.

61. Sono andato giù, o mio Dio, nell'abisso del tutto, e Ti ho trovato nel mezzo, sotto le sembianze di Nessuna Cosa.

62. Ma come Tu sei l'Ultimo, così Tu sei anche il Venturo, e come il Venturo io Ti rivelo alla moltitudine.

63. Coloro che sempre Ti desiderarono Ti raggiungeranno, proprio alla Fine del loro Desiderio.

64. Glorioso, glorioso, glorioso sei Tu, o mio innamorato superno, o Sé del mio sé.

65. Poiché io Ti ho trovato simile sia nel Me che nel Te; non c'è differenza, o mio meraviglioso, mio desiderabile! Nell'Uno e nei Molti io Ti ho trovato; sì, io Ti ho trovato.

 

 


 


IV

 

1. O cuore di cristallo! Io il Serpente Ti stringo; io spingo il mio capo nel posto giusto nel centro del Tuo nucleo, o Dio mio amato.

2. Proprio come sulle cime di Mitilene, che risuonano battute dai venti, una donna divina getta da parte la lira e, con i suoi riccioli infiammati come un'aureola, s'immerge nell'umido cuore della creazione, così io faccio, o Signore mio Dio!

3. C'è una bellezza indicibile in questo cuore di corruzione, dove i fiori sono infiammati.

4. Ahimé! ma la sete della Tua gioia fa bruciare questa gola, cosicché io non posso cantare.

5. Io mi costruirò un piccolo battello con la mia lingua, ed esplorerò i fiumi sconosciuti. Può darsi che l'eterno sale possa mutarsi in dolcezza, e che la mia vita non sia più assetata.

6. O voi che bevete l'acqua salmastra del vostro desiderio, voi siete prossimi alla pazzia! La vostra tortura aumenta man mano che bevete, tuttavia ancora voi bevete. Venite su attraverso i ruscelli all'acqua dolce; io vi aspetterò con i miei baci.

7. Come il bezoar è trovato nel ventre della vacca, così è trovato il mio innamorato fra gli innamorati.

8. O dolce ragazzo! Portami qui le Tue fresche membra! Sediamoci per un po' nel frutteto, sino a che il sole non tramonta! Banchettiamo sulla fresca erba! Portate del vino, voi schiavi, affinché le guance del mio ragazzo possano ardere di rosso.

9. Nel giardino dei baci immortali brilla, o tu Splendente! Fa' della Tua bocca una pipa d'oppio, affinché un bacio sia la chiave verso l'infinito e lucido sonno, il sonno di Shi-loh-am.

10. Nel mio sonno io vidi l'Universo simile ad un terso cristallo senza alcuna macchia.

11. Ci sono certuni che, senza un soldo, sono orgogliosi della propria ricchezza, e stanno alla porta della taverna vantandosi delle loro gesta di bevitori di vino.

12. Ci sono certuni che, senza un soldo, sono orgogliosi della propria ricchezza, e stanno alla porta della taverna ingiuriando i clienti.

13. I clienti oziano su divani di madreperla nel giardino; il chiasso degli uomini stolti è a loro nascosto.

14. Solo il custode della locanda ha paura, poiché teme che il favore del re sia ritratto da lui.

15. Perciò il Magister V.V.V.V.V. parlò ad Adonai suo Dio, mentre essi giocavano insieme nella luce delle stelle di fronte alla profonda pozza nera che è nel Santo Luogo della Santa Casa sotto l'Altare del Santissimo.

16. Ma Adonai rise, e giocò più languidamente.

17. Allora lo scriba prese nota, e fu lieto. Ma Adonai non aveva paura del Mago e del suo gioco.
Poiché era Adonai che aveva insegnato tutti i suoi trucchi al Mago.

18. E il Magister entrò nel gioco del Mago. Quando il Mago rise egli rise; tutto come un uomo dovrebbe fare.

19. E Adonai disse: Tu sei irretito nel tranello del Mago. Questo Egli disse sottilmente, per provarlo.

20. Ma il Magister diede il segno del Magistero, e rise a Lui di rimando: o Signore, o amato, si stancheranno queste dita intorno ai Tuoi riccioli, o si scosteranno questi occhi dai Tuoi occhi?

21. E Adonai si deliziò straordinariamente di lui.

22. Sì, o mio maestro, tu sei l'amato dell'Amato; l'uccello Bennu non è innalzato invano, a File.

23. Io, che fui la sacerdotessa di Ahathoor, mi allieto nel vostro amore. Sorgi, o Dio del Nilo, e divora il santo luogo della Vacca del Cielo! Fa' che il latte delle stelle sia bevuto in un fiato da Sebek, l'abitatore del Nilo!
24. Sorgi, o serpente Apep, Tu sei Adonai l'amato! Tu sei il mio diletto e il mio signore, e il Tuo veleno è più dolce dei baci di Iside, la madre degli Dei!

25. Poiché Tu sei Lui! Sì, Tu inghiottirai Asi e Asar, e i figli di Ptah. Tu riverserai un diluvio di veleno per distruggere le opere del Mago. Solo il Distruttore ti divorerà; Tu annerirai la sua gola, in cui dimora il suo spirito. Ah, serpente Apep, ma io Ti amo!

26. Mio Dio! Che la tua zanna segreta penetri sino al midollo del piccolo osso segreto che io ho conservato in previsione del Giorno della Vendetta di Hoor-Ra. Che Kheph-Ra faccia risuonare il suo ronzio d'elitre! Che gli sciacalli del Giorno e della Notte ululino nelle regioni selvagge del Tempo! che le Torri dell'Universo vacillino, e che i guardiani se ne vadano in fretta! Poiché il mio Signore ha rivelato Sé stesso come un potente Serpente, e il mio cuore è il sangue del Suo corpo.

27. Io sono simile ad una cortigiana di Corinto ammalata d'amore. Io ho giocherellato con re e capitani, e li ho fatti miei schiavi. Oggi io sono schiava del piccolo aspide della morte; e chi scioglierà il nostro amore?

28. Stanco, stanco! dice lo scriba, chi mi condurrà alla vista del Rapimento del mio maestro?

29. Il corpo è stanco e l'anima è assai stanca e il sonno opprime le loro palpebre; tuttavia sempre mantengono la sicura coscienza dell'estasi, sconosciuta, ma conosciuta poiché la sua esistenza è certa. O Signore, sii il mio aiuto, e portami alla grande gioia dell'Amato!

30. Io giunsi alla casa dell'Amato, e il vino fu come fuoco che volava con verdi ali attraverso il mondo delle acque.

31. Io percepii le rosse labbra della natura e le nere labbra della perfezione. Come sorelle esse accarezzarono me, il loro piccolo fratello; esse mi adornarono come una sposa; esse mi prepararono per la Tua camera nuziale.

32. Al Tuo arrivo esse volarono via; io fui solo davanti a Te.

33. Io tremai al Tuo arrivo, o mio Dio, perché il Tuo messaggero fu più terribile della stella della Morte.

34. Sulla soglia stava la fulminante figura del Male, l'Orrore della vacuità, con i suoi orribili occhi simili a pozzi velenosi. Egli stava ritto, e la camera fu corrotta; l'aria puzzò. Egli era un individuo vecchio e grinzoso più laido dei gusci di Abaddon.

35. Egli mi avvolse con i suoi tentacoli di demone; sì, le otto paure mi afferrarono.

36. Ma io ero unto con il giusto dolce olio del Magister; sfuggii all'abbraccio come una pietra dalla fionda di un ragazzo dei boschi.

37. Io ero liscio e duro come avorio; l'orrore non fece presa. Allora, al rumore del vento del Tuo arrivo egli fu dissolto, e l'abisso del grande vuoto fu svelato davanti a me.

38. Attraverso il mare senza onde dell'eternità Tu cavalcasti con il Tuo capitano e le Tue schiere; con i Tuoi carri e cavalieri e lancieri Tu viaggiasti attraverso il blu.

39. Prima che io Ti vedessi Tu eri già con me; io fui colpito dalla Tua meravigliosa lancia.

40. Io fui abbattuto come un uccello dalla saetta del tonante; io fui trafitto come il ladro dal Signore del Giardino.

41. O mio Signore, navighiamo sul mare di sangue!

42. C'è una profonda macchia al di sotto dell'ineffabile perfetta gioia; è la macchia della generazione.

43. Sì, sebbene il fiore ondeggi luminoso nella luce del sole, la radice è a fondo nell'oscurità della terra.

44. Lode a te, o meravigliosa oscura terra, tu sei la madre di un milione di miriadi di miriadi di fiori.

45. Io inoltre vidi il mio Dio, e la di Lui espressione era cento volte più luminosa del lampo. Tuttavia nel suo cuore vidi il lento e oscuro Uno, l'antico, il divoratore dei Suoi figli.

46. Nell'alto e nell'abisso, o mio magnifico, non c'è nessuna cosa, veramente nessuna cosa affatto, che non sia completamente e perfettamente foggiata per il Tuo diletto.

47. La Luce aderisce alla Luce, e la lordura alla lordura; con orgoglio l'uno disprezza l'altro. Ma non Tu, che sei tutto, e oltre esso; che sei assolto dalla Divisione delle Ombre.

48. O giorno d'Eternità, che la Tua onda si infranga senza spumeggiare nella gloria di zaffiro sul laborioso corallo della nostra creazione!

49. Ci siamo fatti un anello di luccicante bianca sabbia, sparsa saggiamente nel mezzo del Delizioso Oceano.

50. Che le palme di splendore fioriscano sulla nostra isola; noi mangeremo il loro frutto, e saremo lieti.

51. Ma per me l'acqua lustrale, la grande abluzione, il dissolvimento dell'anima in quel risonante abisso.

52. Io ho un figlioletto simile ad un saltellante capro; mia figlia è come un aquilotto senza penne; essi otterranno le loro pinne, affinché possano nuotare.

53. Che essi possano nuotare, o mio amato, nuotare lontano nella calda dolcezza del Tuo essere, o benedetto, o ragazzo di beatitudine!

54. Questo mio cuore è cinto dal serpente che divora le sue stesse spire.

55. Quando ci sarà una fine, o mio caro, o quando l'Universo e il suo Signore saranno completamente inghiottiti?

56. No! chi divorerà l'Infinito? Chi distruggerà il Torto del Principio?

57. Tu gridi come un gatto bianco sul tetto dell'Universo; non c'è nessuno a risponderTi.

58. Tu sei come un solitario pilastro in mezzo al mare; non c'è nessuno a vederti, o Tu che vedi tutto!

59. Tu vieni meno, tu fallisci, tu scriba; gridò la Voce desolata; ma io ti ho colmato con un vino il cui sapore tu non conosci.

60. Ti servirà a rendere ubriaca la gente dell'antica grigia sfera che ruota nell'infinito Remoto; essi leccheranno il vino come cani che leccano il sangue di una bella cortigiana trafitta da parte a parte dalla lancia di un rapido cavaliere entro la città.

61. Anch'io sono l'Anima del deserto; tu mi cercherai un'altra volta ancora nella distesa desolata di sabbia.

62. Alla tua destra un signore grande e piacevole; alla tua sinistra una donna vestita in trasparente e oro, con le stelle tra i capelli. Voi viaggerete lontano verso una terra di pestilenza e di male; voi vi accamperete presso il fiume di una sciocca città dimenticata; là voi Mi incontrerete.

63. Là costruirò la Mia abitazione; verrò adornato e unto come per le nozze; là sarà compiuta la Consumazione.

64. O mio caro, anch'io attendo lo splendore dell'ora ineffabile; quando l'universo sarà come una cintura per il centro del raggio del nostro amore, esteso oltre il permesso limite di Colui che è senza fine.

65. Allora, o tu cuore, io il serpente ti divorerò completamente; sì, io ti divorerò completamente.

 


 

V

 

1. Ah! mio Signore Adonai, che indugi con il Magister nella Tesoreria delle Perle, lasciami ascoltare l'eco dei vostri baci.

2. Non è il cielo stellato scosso come una foglia alla tremula estasi del vostro amore? Non sono io la volante scintilla di luce allontanata rapidamente dal grande vento della vostra perfezione?

3. Sì, gridò il Santissimo, e con la Tua scintilla io il Signore accenderò una grande luce; io arderò attraverso la grigia città nell'antica e desolata terra; io la pulirò della sua grande impurità.

4. E tu, o profeta, vedrai queste cose, e non vi farai attenzione.

5. Ora il Pilastro è impiantato nel Vuoto; ora Asi è appagata da Asar; ora Hoor è lasciato discendere nell'Anima Animale delle Cose come un'infuocata stella che cade sull'oscurità della terra.

6. Sei calato durante la mezzanotte, o figlio mio, mio conquistatore, mio capitano cinto di spada, o Hoor! ed essi ti troveranno come una nera pietra ruvida e brillante, ed essi ti adoreranno.

7. Il mio profeta profetizzerà al tuo riguardo; intorno a te danzeranno le fanciulle, e luminosi bimbi nasceranno da loro. Tu ispirerai gli orgogliosi con infinito orgoglio, e gli umili con un'estasi di umiliazione; tutto questo trascenderà il Conosciuto e lo Sconosciuto con qualcosa che non ha nome. Poiché è come l'abisso dell'Arcanum che è aperto nel segreto Luogo del Silenzio.

8. Tu sei venuto qui, o mio profeta, attraverso gravi sentieri. Tu hai mangiato lo sterco degli Abominevoli; tu ti sei prostrato davanti al Capro e al Coccodrillo; gli uomini maligni ti hanno reso un giocattolo; tu hai vagato nelle strade come un'imbellettata prostituta, affascinando con dolce profumo e sembianza Cinese; tu hai oscurato le cavità dei tuoi occhi con Antimonio; tu hai tinto le tue labbra di vermiglio; tu hai impiastrato le tue guance con smalti d'avorio. Tu hai giocato a fare la donna licenziosa ad ogni ingresso e ad ogni via secondaria della grande città. Gli uomini della città ti hanno bramato per abusare di te e per percuoterti. Essi hanno decantato i lustrini dorati di fine polvere con i quali tu adornavi i tuoi capelli; essi hanno flagellato la tua carne imbellettata con le loro fruste; tu hai sofferto cose indicibili.

9. Ma io ho bruciato in te come una pura fiamma senza olio. A mezzanotte io fui più luminoso della luna; durante il giorno ho superato totalmente il sole; nelle vie traverse del tuo essere io fiammeggiai e dispersi l'illusione.

10. Perciò tu sei totalmente pura davanti a Me; perciò tu sei la Mia vergine per l'eternità.

11. Perciò io ti amo con un amore senza pari; perciò essi che ti disprezzano ti adoreranno.

12. Tu sarai attraente e compassionevole verso di loro; tu li guarirai dal male impronunciabile.

13. Essi cambieranno nella loro distruzione, proprio come due oscure stelle che si scontrano insieme nell'abisso, e divampano in una combustione infinita.

14. Tutto questo mentre Adonai trafiggeva il mio essere con la sua spada che ha quattro lame; la lama del fulmine, la lama del Pilone, la lama del serpente, la lama del Fallo.

15. Egli mi insegnò anche la sacra impronunciabile parola Ararita, così che io fusi il sestuplice oro in un singolo invisibile punto, del quale nulla può essere detto.

16. Poiché il Magistero di quest'Opus è un magistero segreto e il segno del maestro di questo è un certo anello di lapislazuli con il nome del mio maestro, che sono io, e l'Occhio nel Centro di esso.

17. Ancora Egli parlò e disse: Questo è un segno segreto, e tu non lo svelerai al profano, né al neofita, né allo zelator, né al practicus, né al philosophus, né all'adepto minore, né all'adepto maggiore.

18. Ma all'adepto esente tu svelerai te stesso se avrai bisogno di lui per le operazioni minori della tua arte.

19. Accetta l'adorazione della gente sciocca, che tu odi. Il Fuoco non è corrotto presso gli altari dei Ghebiri, né la Luna è contaminata dall'incenso di coloro che adorano la Regina della Notte.

20. Tu dimorerai fra la gente come un prezioso diamante fra opachi diamanti, e cristalli, e pezzi di vetro. Solo gli occhi del giusto mercante ti vedranno, e precipitando la sua mano ti trarrà fuori e ti glorificherà davanti agli uomini.

21. Ma tu non farai attenzione a questo. Tu sarai sempre il cuore, e io, il serpente, mi avvolgerò stretto intorno a te. Le mie spire non si rilasseranno mai durante tutti gli eoni. Né cambiamento, né pena, né incorporeità ti avranno. Poiché tu sei passato oltre tutti questi.

22. Proprio come il diamante arderà di rosso per la rosa e di verde per la foglia della rosa, così tu ti manterrai oltre le Impressioni.

23. Io sono te, e il Pilastro è impiantato nel vuoto.

24. Anche tu sei oltre la stabilità dell'Essere e della Coscienza e della Beatitudine; poiché io sono te, e il Pilastro è impiantato nel vuoto.

25. Inoltre tu dirai queste cose all'uomo che le scriverà, ed egli le condividerà come un sacramento; poiché io sono tu e lui, e il Pilastro è impiantato nel vuoto.

26. Dalla Corona all'Abisso, così va singolo ed eretto. Anche la sfera senza limite scintillerà con il suo splendore.

27. Tu gioirai nelle pozze di adorabile acqua; tu adornerai le tue damigelle con perle di fecondità; tu accenderai fra le pozze fiamme simili a lingue che lambiscono il liquore degli Dei.

28. Inoltre tu trasformerai l'aria che tutto travolge in venti di pallida acqua, tu trasmuterai la terra in un azzurro abisso di vino.

29. Rossi sono i bagliori di rubino e d'oro che scintillano là dentro; una goccia inebrierà il Signore degli Dei mio servitore.

30. Ancora Adonai parlò a V.V.V.V.V. dicendo: O mio piccolo, mio tenero, mio piccolo innamorato, mia gazzella, mio bello, mio ragazzo, colmiamo il pilastro dell'Infinito con un bacio infinito!

31. Cosicché lo stabile fu scosso e l'instabile divenne calmo.

32. Essi che videro ciò gridarono con un formidabile terrore: La fine delle cose è giunta su di noi.

33. E fu proprio così.

34. Anch'io fui nella visione dello spirito e vidi un fasto parricida di atei, uniti due a due nella superna estasi delle stelle. Essi ridevano e gioivano moltissimo, essendo vestiti di abiti di porpora e ubriachi di purpureo vino, e la loro intera anima era un fiammante fiore purpureo di santità.

35. Essi non vedevano Dio; essi non vedevano l'Immagine di Dio; perciò essi furono presentati al Palazzo dello Splendore Ineffabile. Un'affilata spada s'abbatté davanti a loro, e il verme Speranza si contorse nella sua agonia mortale sotto i loro piedi.

36. Proprio mentre il loro rapimento tagliava a pezzi la visibile Speranza, così anche l'Invisibile Paura volò via e non ci fu più.

37. O voi che siete oltre Aormuzdi e Ahrimanes! benedetti siete nei secoli!

38. Essi foggiarono il Dubbio come un falcetto, e falciarono i fiori della Fede per le loro ghirlande.

39. Essi foggiarono l'Estasi come una lancia, e trafissero l'antico drago che sedeva sull'acqua stagnante.

40. Allora le fresche sorgenti furono sciolte, affinché il popolo assetato potesse essere lenito.

41. E nuovamente raggiunsi la presenza del mio Signore Adonai, e la conoscenza e Conversazione del Santissimo, l'Angelo che mi Custodisce.

42. O Santo ed Eminente, o Sé oltre il sé, o Auto-Luminosa Immagine dell'Inimmaginabile Nulla, o mio caro, mio magnifico, vieni avanti e seguimi.

43. Adonai, divino Adonai, inizia Adonai un rifulgente svago! Così io celai il nome di Lei, nome che ispira il mio rapimento, il profumo del cui corpo confonde l'anima, la luce della cui anima degrada questo corpo al livello delle bestie.

44. Ho succhiato fuori il sangue con le mie labbra; ho tolto dalla bellezza di Lei il suo nutrimento; io ho degradato Lei davanti a me, io L'ho dominata, io L'ho posseduta, e la Sua vita è in me. Nel sangue di Lei ho scritto i segreti enigmi della Sfinge degli Dei, che nessuno capirà, - ad eccezione solamente del puro e del voluttuoso, del casto e dell'osceno, dell'androgine e del ginandro, i quali sono passati oltre le sbarre della prigione che l'antico Limo di Khem eresse agli Ingressi dell'Amennti.

45. O mio adorabile, mio delizioso, ogni notte elargirò la libagione sui Tuoi altari. Ogni notte consumerò il sacrificio di sangue; ogni notte oscillerò il turibolo della mia delizia davanti a Te, e il fervore delle orazioni inebrierà le Tue narici.

46. O Tu che vieni dalla terra dell'Elefante, indossando una pelle di tigre e inghirlandato con il loto dello spirito, inebria Tu la mia vita con la Tua follia, cosicché Ella salti al mio passaggio.

47. Ordina alle Tue fanciulle che Ti seguono di spargerci intorno un giaciglio di fiori immortali, affinché noi possiamo prendere su di esso il nostro piacere. Ordina ai Tuoi satiri di ammucchiare delle spine tra i fiori, affinché noi possiamo prendere su di esso la nostra pena. Che il piacere e la pena siano mescolati in una suprema offerta al Signore Adonai!

48. Io udii pure la voce di Adonai il Signore, il desiderabile, al riguardo di ciò che è oltre.

49. Che gli abitanti di Tebe e i suoi templi non parlino sempre a vanvera delle Colonne d'Ercole e dell'Oceano dell'Ovest. Non è il Nilo un'acqua meravigliosa?

50. Che il sacerdote di Iside non scopra la nudità di Nuit, poiché ogni passo è una morte e una nascita. Il sacerdote di Iside sollevò il velo di Iside, e fu ucciso dai baci della bocca di lei. Allora egli divenne il sacerdote di Nuit, e fu ebbro del latte delle stelle.

51. Che il fallimento e la pena non devino dagli adoratori. Le fondamenta della piramide furono tagliate nella viva roccia prima del tramonto; pianse il re all'alba, poiché la parte superiore della piramide non era ancora stata estratta nella distante terra?
52. Vi fu anche un canticchiante uccello che parlò alla vipera cornuta, e la pregò che gli desse il veleno. E il grande serpente di Khem, il Santo, il regale serpente Uræus, gli rispose dicendo:

53. Navigai sul cielo di Nu sul carro chiamato Milioni-di-Anni, e non vidi nessuna creatura su Seb che fosse uguale a me. Il veleno della mia zanna è l'eredità di mio padre, e del padre di mio padre; come potrò io darlo a te? Vivi tu e i tuoi figli come io e i miei padri abbiamo vissuto, anche per centinaia di milioni di generazioni, e potrà darsi che la grazia dei Potenti possa concedere ai tuoi figli una goccia del veleno dell'antico.

54. Allora il canticchiante uccello si afflisse nel suo spirito, e volò verso i fiori, e fu come se nulla fosse stato detto fra loro. Tuttavia in breve tempo un serpente lo colpì e così egli morì.

55. Ma un Ibis, che meditava sulle rive del Nilo, ascoltò e intese il magnifico dio. E abbandonando le sue fattezze d'Ibis, divenne come un serpente, e disse: Forse in un centinaio di milioni di milioni di generazioni di miei figli, essi otterranno una goccia del veleno della zanna dell'Eminentissimo.

56. E guarda! prima che la luna crescesse tre volte egli divenne un Serpente Uræus, e il veleno della zanna fu fissato in lui e nel suo seme proprio per sempre e per sempre.

57. O tu Serpente Apep, mio Signore Adonai, questo viaggio attraverso l'eternità è una particella di minutissimo tempo, e alla Tua vista le pietre miliari sono di chiaro marmo bianco non toccato dall'utensile dello scultore. Perciò Tu sei mio, proprio ora e per sempre e per l'eternità. Amen.

58. Udii inoltre la voce di Adonai: Sigilla il libro del Cuore e del Serpente; nel numero sessantacinque sigilla il santo libro.
Come puro oro che è battuto in un diadema per la bella regina del Faraone, come le grandi pietre che sono cementate insieme nella Piramide della cerimonia della Morte di Asar, così tu leghi insieme le parole e le azioni, così che in tutto ci sia un Pensiero di Me, il tuo diletto Adonai.

59. E io risposi e dissi: Ciò è fatto proprio secondo la Tua parola. E fu fatto. E coloro che lessero il libro e discussero su di esso passarono nella terra desolata delle Sterili Parole. E coloro che sigillarono il libro con il loro sangue furono gli eletti di Adonai, e il Pensiero di Adonai fu una Parola e un'Azione; ed essi dimorarono nella Terra che i remoti viaggiatori chiamano Nulla.

60. O terra oltre la dolcezza e il sapore e ogni perfezione! Io là dimorerò con il mio Signore per sempre.

61. E il Signore Adonai si delizia in me, e io porto la Coppa della Sua letizia agli esausti dell'antica grigia terra.

62. Coloro che bevono da questa sono colpiti da malattia; l'abominio è mantenuto su di loro, e il loro tormento è come il denso nero fumo della funesta dimora.

63. Ma gli eletti bevvero da essa e divennero proprio come il mio Signore, il mio magnifico, il mio desiderabile. Non c'è vino simile a questo vino.

64. Essi sono radunati insieme in un cuore ardente, come Ra che radunò a sera le sue nubi intorno a Lui in un fuso oceano di gioia; e il Serpente che è la corona di Ra li avvolge con la dorata cintura dei mortali baci.

65. Così pure è la fine del libro, e il Signore Adonai è intorno ad esso in ogni parte come una Saetta, e un Pilone, e un Serpente, e un Fallo, e in mezzo a ciò Egli è come la Donna che zampilla fuori il latte delle stelle dai suoi capezzoli; sì, il latte delle stelle dai suoi capezzoli.

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