Liber Trigrammaton sub figurâ XXVII

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Liber Trigrammaton

sub figurâ XXVII

 


Nota Introduttiva

È un libro di Trigrammi delle Mutazioni del TAO tra lo YIN e lo YANG.

E’ una descrizione del processo cosmico: corrisponde alle Stanze di DZYAN in un altro sistema.

Esso descrive il Corso della Creazione sotto la figura dell’azione reciproca di Tre Principi. Il libro corrisponde alle Stanze di Dzyan.

La piena conoscenza dell’interpretazione di questo libro è celata a tutti.

Il Practicus ciononostante deve procurarsene una copia, rendersi completamente edotto dei contenuti e impararlo a memoria.

XXVII il numero delle permutazioni di 3 cose prese 3 alla volta, e (naturalmente) il cubo di 3.


 

 

Qui è il nulla nelle sue tre forme; esso non è, tuttavia dà forma a tutte le cose.

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Ora la gloria di Colui che è Singolo giunge come un’imperfezione e macchia.

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Ma grazie alla Debole, la Madre, ciò venne equilibrato.

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Anche la purezza fu divisa dalla Potenza, la forza del Demiurgo.

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E la Croce fu formulata nell’Universo, il quale ancora non era.

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Ma subito l’Imperfezione divenne manifesta, presiedendo sull’affievolimento della perfezione.

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Sorse anche la Donna, e velò il Cielo Superiore con il suo corpo di stelle.

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Allora si levò un gigante, di terribile potenza; e affermò lo Spirito in un rito segreto.

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E il Maestro del Tempio si erse equilibrando tutte le cose; la sua statura era sopra il Cielo e sotto la Terra e l’Inferno.

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Contro di lui i Fratelli del Sentiero della mano Sinistra, confondendo i simboli. Essi celarono il loro orrore (in questo simbolo); poiché in verità essi erano

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Il maestro fiammeggiò come una stella e pose una guardia d’Acqua in ogni Abisso.

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Anche certuni segreti celarono la Luce della Purezza in loro stessi, proteggendola dalle Persecuzioni.

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Similmente fecero certi figli e figlie di Hermes e Afrodite, più apertamente

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Ma il Nemico li confuse. Essi finsero di celare quella Luce, affinché potessero tradirla e profanarla.

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Tuttavia certe sante monache celarono il segreto in canti sulla lira.

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Allora l’Orrore del Tempo pervertì tutte le cose, nascondendo la Purezza con una cosa disgustosa, una cosa innominabile.

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Sì, e là si levarono dei sensualisti sul firmamento, come una brutta macchia di tempesta sul cielo.

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E i Fratelli Neri alzarono le loro teste; sì, essi svelarono loro stessi senza vergogna o paura.

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Là si alzò su anche un’anima di lordura e debolezza, ed essa corruppe ogni regola del Tao.

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Solo allora fu nominato il Cielo a reggere il dominio; poiché solo nella più bassa corruzione la forma è manifesta.

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Anche il Cielo si manifestò in violenta luce,

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E in tenue luce.

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Allora le acque furono radunate insieme dal cielo,

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E una crosta di terra celò il cuore di fiamma.

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Intorno al globo si radunò la vasta aria,

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E gli uomini iniziarono ad accendere fuochi sulla terra.

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Perciò fu la fine del dolore; tuttavia in quel dolore una Sestuplice stella di gloria per mezzo della quale essi potessero vedere come ritornare all’Immacolata Dimora; sì, all’Immacolata Dimora.

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